La Sibilla Cumana – profezie al vento

La Sibilla Cumana, sacerdotessa di Apollo, è una delle più importanti Sibille, figure profetiche delle religioni greca e romana. Le sibille erano donne che mostravano abitualmente ai profani ed alle folle i loro responsi, sempre vani, lievi e numerosi come le foglie, che il vento disordinava disperdendone così il testo. Queste vergini, affidando al vento benevolo le loro verità non sempre gradite, lasciavano spazio alle illusioni. Sopratutto di chi ne chiedeva il responso e che quindi ne interpretava a suo piacimento i verdetti.

Sibilla Cumana nella Cappella Sistina
Sibilla Cumana nella Cappella Sistina

La leggenda

Il titolo di Sibilla Cumana era proprio dalla somma sacerdotessa dell’oracolo di Apollo(divinità solare ellenica) e di Ecate (antica dea lunare pre-ellenica). L’oracolo era situato nella città magnogreca di Cuma. Ella svolgeva la sua attività oracolare nei pressi del Lago d’Averno, in una caverna conosciuta come l'”Antro della Sibilla” dove la sacerdotessa, ispirata dalla divinità, trascriveva in esametri i suoi vaticini su foglie di palma. Queste alla fine della predizione, erano mischiate dai venti provenienti dalle cento aperture dell’antro, rendendo i vaticini “sibillini“. La sua importanza era nel mondo italico pari a quella del celebre oracolo di Apollo di Delfi in Grecia.

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L’antro della Sibilla

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La stanza della Sibilla Cumana

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Il lago d’Averno in un dipinto del 1765

Le Sibille erano giovani vergini (ma spesso figurate come decrepite per l’antichità del lignaggio), che svolgevano attività di predizione in uno stato di trance (furor). L’etimologia e l’origine dell’appellativo è sconosciuta.

Domenichino, Sibilla Cumana
DomenichinoSibilla Cumana

Il lago senza uccelli

Il nome del lago, Avernus, deriva dal greco e significa “senza uccelli“. Si narra che tale assenza fosse dovuta al fatto che le acque del lago esalassero dei particolari gas che non permettessero la vita agli uccelli. Secondo la religione greca e poi romana, era un accesso all’Oltretomba, regno del dio Plutone. Per tal motivo gli inferi romani (l’Ade greco) si chiamano anche Averno. Il lago di Averno giace all’interno di un cratere vulcanico spento , nato 4.000 anni fa.

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Fonte: Wikipedia

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