IUS PRIMAE NOCTIS: sai davvero di cosa si tratta?

Diciamoci la verità..

Dopo aver visto Brave Heart (se non lo hai ancora fatto sarebbe il caso), ci siamo fatti tutti una idea precisa sull’ uso medioevale dello Ius Primae Noctis. Tu sei un povero contadino disgraziato, nulla tenente. Trovi una bella contadina come te e la sposi. Bene, secondo il film, il feudatario di turno ha diritto di giacere con lei la prima notte di nozze e di prendersi quindi la sua diciamo così, freschezza. E nessuno dice nulla. Questo perchè è nei diritti del signore del feudo. Del resto traducendo IUS PRIMAE NOCTIS(diritto di prima notte) in effetti la cosa sembrerebbe sensata..

Nulla di più falso:

« Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero.
In realtà è una fantasia: non è mai esistito. » cit  Alessandro Barberio

Ci pensano gli storici a sfatare il mito. Nell’ Europa occidentale infatti non c’è traccia documentale di tale pratica. Non solo nei documenti ma nemmeno nelle novelle di vari autori medioevali come il Boccacio ad esempio, sempre pronti a parlare di sessualità e vicende piccanti del tempo. Si perchè il medioevo è un periodo di quelli dove il sesso e le frivolezze non sono di certo repressi come crediamo. Anzi, è vero il contrario. Solo nei monasteri e in generale nella sfera ecclesiastica(non sempre?) il culto del sesso, e della donna più in generale, assume dei tratti peccaminosi e dannati. La castità obbligatoria dei frati del resto andava aiutata mettendo al bando tutto ciò che poteva provocare lussuria e tentazione.

Quindi come mai non vi è traccia di storie di violenze da parte della nobiltà in tutti i racconti dei poeti, scrittori, ecc.. La risposta è semplice. Non c’è mai stato il diritto di prima notte nel medioevo.

In un video, interessantissimo e ben documentato del prof. Alessandro Barberio possiamo sviscerare questo tema nel dettaglio, grazie alla simpatia e vasta conoscenza del medioevo del professore. Vale proprio la pena di ascoltare la lezione.

Una leggenda che piace:

Brave Heart non è certo il solo colpevole della legenda attorno allo Ius Primae Noctis. In molti dall’età rinascimentale ad oggi hanno usato l’espediente del diritto di primo letto per romanzare o dare giustificazione alle vicende dei loro personaggi letterali o cinematografici(in tempi più recenti).

In Le nozze di Figaro, Pierre-Augustin Caron de Beaumarchaisun conte cattivo riesuma il suo diritto a giacere con la bella Susanna.

In La cattedrale del mare, romanzo scritto da Ildefonso Falcones,ad esempio lo scrittore lo utilizza per far scappare il suo protagonista col figlio dalla campagna alla città di Barcellona.

Sono solo esempi di una letteratura che sembra amare questa leggenda, che ormai ha preso in connotati di vero e proprio mito. Ma da dove viene questo mito allora? Ci sono radici comuni magari in altre culture che possano in qualche modo spiegarci il perchè questo mito sia arrivato a noi o del perchè esista anche da noi?

Si e No:

La risposta è si e no. Nel senso che anche altre culture hanno i lori miti e racconti di re che giacciono con vergini o spose di altri, ma mai per costrizione giuridica, per Diritto! diciamo, quanto per tradizione e costume sociale. Nella letteratura mesopotamica, il diritto della prima notte, ossia il privilegio del signore di deflorare la sposa di un altro uomo, è un topos assai antico, risalente perlomeno al poema epico Gilgameš (2000 a.C. circa).

Conclusioni:

Quella dello Ius primae noctis è una leggenda che ormai è entrata a far parte delle nostre credenze sul medioevo, non si può far nulla. Ma forse dopo aver letto questo articolo, non crederete più a questa leggenda.

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« Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito. »
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