Le Navi romane del lago di Nemi

Sin dall’antichità il lago di Nemi fu oggetto di una leggenda riguardante due navi favolose di dimensioni gigantesche. Costruite in epoca romana, ricche di sfarzo e forse contenenti dei tesori, sarebbero state sepolte sul fondo del lago per ragioni misteriose. Tale leggenda prese a circolare probabilmente sin dal I secolo d.C., e poi per tutto il Medioevo, accreditata ogni tanto dal ritrovamento occasionale di strani reperti da parte dei pescatori del lago. Il primo a raccogliere le voci sulle Navi romane del lago di Nemi, fu, attorno alla metà del XV secolo, il Cardinale Prospero Colonna.

Lago di Nemi
Panoramica del Lago di Nemi

Le Navi

Le due navi, lunghe 70 metri e larghe più di 25, erano state fatte costruire dall’imperatore Caligola, in onore della dea egizia Iside e della dea locale Diana protettrice della caccia. Caligola le utilizzava come palazzi galleggianti in cui abitare o sostare sul lago, o con cui simulare battaglie navali. In seguito alla sua morte, nel 41 d.C., il Senato di Roma (di cui l’imperatore era stato acerrimo avversario politico) per cancellarne il ricordo fece distruggere tutte le opere di Caligola, tra cui anche le navi di Nemi che furono affondate sul fondo del lago. Da allora la storia delle navi, unita al ricordo della loro magnificenza, fece presto a diventare leggenda.

Busto di Caligola
Busto di Caligola (Metropolitan Museum of Art, New York City). Caligola fece costruire le navi romane del lago di Nemi in onore della dea egizia Iside e della dea locale Diana protettrice della caccia.

Tentativi di recupero

Prospero Colonna, affidò per primo nel ‘500 a Leon Battista Alberti il compito del recupero. Il tentativo fu effettuato con l’ausilio di una grande zattera e l’intervento di nuotatori genovesi. Furono recuperate alcune fistole di piombo che permisero una datazione più precisa dell’epoca di costruzione delle navi. Il 15 luglio 1535, anche il bolognese Francesco De Marchi fece un tentativo avvalendosi di una specie di campana. Fu riportato in superficie “tanto legname da caricarne due muli“. Nel 1827, a opera del Cavalier Annesio Fusconi, si riprende l’esplorazione del fondo del lago con una campana di Halley. Vengono recuperate pezzi di pavimento in porfido e serpentino, smalti, mosaici, frammenti di colonne metalliche, chiodi, laterizi e tubi di terracotta. Il 3 ottobre 1895 un provetto palombaro individua una delle navi e recupera una bellissima testa di leone in bronzo.

Nave di Nemi
Ipotesi ricostruttiva della nave

Il recupero

Il recupero delle navi vere e proprie, avvenuto per volere del Governo fascista e del Ministro della pubblica istruzione Pietro Fedele, fu un’opera mastodontica che richiese, un tempo di quasi 5 anni, dal 1928 al 1932. Si procedette all’abbassamento del livello del lago per mezzo di idrovore. Dopo quell’intervento, anche dopo il successivo riempimento del lago il livello dell’acqua non tornò mai più ad essere quello originario.

Lago di Nemi

L’incendio del ’44

Un incendio scoppiato la notte dal 31 maggio e durato fino al 1º giugno del 1944 distrusse le due navi e gran parte dei reperti che erano custoditi con esse. L’incendio di origine quasi certamente dolosa fu ad opera, si disse subito, dei tedeschi che avevano piazzato una batteria di cannoni a 150 metri circa dal museo che conteneva le navi. Tuttavia si suppose anche che l’incendio venne appiccato da persone senza scrupoli al fine di recuperarne il piombo fuso per poi rivenderlo (visto l’alto valore in tempo di guerra del metallo).

Il Lago

Il lago di Nemi è un piccolo lago vulcanico, sui Colli Albani nel territorio dei Castelli Romani. Era un apprezzato luogo di divertimenti e villeggiatura degli antichi romani. Nelle sue vicinanze erano situati un bosco e un luogo di culto dedicati alla dea Diana. “Nemi” infatti prende il nome dal Nemus Dianae, bosco sacro dedicato alla dea. Il tempio di Diana, sorgeva originariamente sulle rive del lago ma ora ne è relativamente distante per la diminuita capienza del bacino.

Il lago abbassato nel 1929
Il lago abbassato nel 1929

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Fonte: Wikipedia

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