I Soldati fantasma giapponesi

Con il termine soldati fantasma giapponesi o resistenti giapponesi si indicano i membri dell’esercito e della marina nipponica che non obbedirono all’ordine di resa imposto dagli Alleati. Formalmente entrato in vigore il 2 settembre 1945. Molti di loro rimasero nascosti anche per decenni nella giungla. A volte ignorando per scelta gli ordini di resa, o addirittura non essendo stati avvisati della fine della guerra.

Un codice da rispettare: Il Bushidō

I motivi per cui questi militari non obbedirono all’ordine di arrendersi agli Alleati sono vari. Fedeli al rigido codice etico del Bushidō(i samurai per capirci), che considerava profondamente disonorevole la resa al nemico, molti soldati giapponesi ritennero impensabile che la loro nazione si fosse arresa. Arrivarono a considerare come propaganda le varie comunicazioni che annunciavano la fine della guerra.

Il Bushidō
Il Bushidō è un codice di condotta e uno stile di vita – simile al concetto europeo di cavalleria e a quello romano del mos maiorum – adottato dai samurai (o bushi, da cui il nome), cioè la casta guerriera in Giappone

Notizie mai giunte sulla fine della guerra

Altri, tagliati fuori dalle loro unità dopo le offensive degli Alleati, semplicemente non vennero mai a conoscenza della fine del conflitto. In alcuni casi, se ne vennero a conoscenza, scelsero di non rientrare in patria. Molti di loro continuarono ad attuare azioni di guerriglia contro l’esercito statunitense o contro altre forze locali (in particolare, l’esercito e le forze di polizia delle Filippine). Altri scelsero di restare nascosti in zone inaccessibili o in appositi rifugi.

rifugio del sergente Shōichi Yokoi
Riproduzione del rifugio ove il sergente Shōichi Yokoi visse per 28 anni sull’isola di Guam. Molti Soldati fantasma giapponesi adottarono sistemazioni simili per nascondersi e sparire

I numeri dei Soldati fantasma giapponesi

Il 15 agosto 1945, quando l’Imperatore Hirohito accettò formalmente la richiesta di resa avanzata dagli Alleati e ne diede comunicazione alla nazione, i servizi segreti statunitensi stimarono in 550.000 uomini l’ammontare delle truppe nipponiche ancora in armi poste al di fuori del territorio nazionale giapponese (Corea Formosa incluse). Un ulteriore milione e 600.000 militari erano inoltre dislocati in Cina Manciuria e ancora impegnati in scontri con le forze sovietiche e cinesi. Fra la metà di settembre ed il dicembre 1945 la maggioranza di queste truppe si arrese pacificamente alle truppe alleate mandate a disarmarle.

l'Imperatore Hirohito
l’Imperatore Hirohito

Una strenua resistenza

Alcuni gruppi tuttavia, soprattutto nelle Filippine, continuarono con le azioni di guerriglia ancora per molti mesi. La quasi totalità dei soldati fantasma fu catturata o si arrese nella seconda metà degli anni ’40, ma singoli individui o piccoli gruppi isolati furono capaci di resistere per molti altri anni.

Alcuni casi famosi

Il 1º dicembre 1945 sull’isola di Saipan si arrende il capitano Sakae Ōba con un gruppo di quarantasei militari. La sua è l’ultima unità organizzata giapponese ad arrendersi dalla fine della battaglia di Saipan, ufficialmente conclusa il 9 luglio 1944.

Sakae Ōba
Sakae Ōba

Il 30 giugno 1951 si arrende sull’isola disabitata di Anatahan un gruppo di diciannove giapponesi, militari e civili (tra cui una donna). Il gruppo, finito sull’isola dopo l’affondamento della nave su cui viaggiavano, era già stato scoperto nel febbraio 1945. Si era ostinatamente rifiutato di arrendersi. La resa avvenne solo dopo il recapito di un messaggio inviato dal governatore.

isola disabitata di Anatahan
isola disabitata di Anatahan

Il 24 gennaio 1972 si arrende sull’isola di Guam il caporale Shōichi Yokoi. Sono passati trentuno anni dalla sua partenza dal Giappone, ventotto dei quali passati a nascondersi nella giungla.

Shōichi Yokoi
Shōichi Yokoi

Nel marzo 1974 si arrende sull’isola di Lubang il tenente Hiroo Onoda. In possesso della sua spada regolamentare, di un fucile e di alcune bombe a mano ancora efficienti, si arrende solo dietro esplicito ordine del suo ufficiale superiore, giunto appositamente sull’isola. Onoda era stato dichiarato legalmente morto quindici anni prima

Il tenente Hiroo Onoda nel 1944
Il tenente Hiroo Onoda nel 1944

Il 18 dicembre 1974 viene recuperato sull’isola indonesiana di Morotai il soldato Teruo Nakamura, scoperto qualche giorno prima da un aereo da ricognizione. Poiché Nakamura non è giapponese ma nato a Formosa, il governo nipponico non gli conferisce nessun riconoscimento speciale, ma si limita a versargli gli arretrati della sua paga di soldato, pari a 227 dollari.

Morotai, 1944
Morotai, 1944

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Fonte: Wikipedia

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