Valentina Tereškova, la prima donna nello spazio

Valentina Vladimirovna Tereškova, 6 marzo 1937, è una cosmonauta politica sovietica, prima donna nello spazio nel 1963. Nata a Bol’šoe Maslennikovo, sul fiume Volga in una famiglia bielorussa, fu protagonista di una impresa straordinaria anche se alquanto bizzarra.

L’impresa

A bordo di Vostok 6, Valentina Tereškova il 16 giugno 1963 venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur per una missione nello spazio durata quasi tre giorni interi. La missione effettuò 49 orbite terrestri. Quale comandante di una navicella spaziale scelse il nomignolo di Čajka, “gabbiano” per i collegamenti via radio. Pochi giorni prima era stata lanciata la missione Vostok 5 al comando del cosmonauta Valerij Fëdorovič Bykovskij. Il 19 giugno Tereškova atterrò nelle vicinanze di Novosibirsk, dove venne accolta e calorosamente festeggiata dalla folla. Pochi giorni dopo le venne conferita a Mosca un’alta onorificenza, cioè il titolo di Pilota-cosmonauta dell’Unione Sovietica.

cosmodromo di Bajkonur
cosmodromo di Bajkonur

La verità sul quel mitico primo volo nello spazio

Il suo viaggio nello spazio in realtà, si trasformò in un’odissea che per poco non si concluse tragicamente con la navicella sparata verso l’infinito. Il ritorno a terra inoltre fu particolarmente brusco tanto che si rese necessario «girarlo» di nuovo per i cinegiornali dopo un soggiorno della protagonista in ospedale. A 70 anni appena compiuti Valentina Tereshkova, decise di raccontare la verità su quel viaggio.


Valentina Tereškova ebbe una lunga e fortunata carriera. Qui in una fotografia, quando era Deputato del Soviet dell’Unione del Soviet Supremo dell’URSS

La sfida tra Urss e Usa

Questo si inquadrava nella lotta senza quartiere che le due superpotenze avevano ingaggiato anche fuori dall’atmosfera terrestre. Così, in un clima di contrapposizione estrema il volo di Valentina «doveva » essere un successo come lo erano stati quelli di Yuri Gagarin due anni prima e della cagnetta Laika nel 1957.

La Tereškova accolta dalla folla, alla sua sinistra Jurij Gagarin
La Tereškova accolta dalla folla, alla sua sinistra Jurij Gagarin

La verità su quel volo

In un’intervista la Tereshkova racconta che all’inizio il lancio, quel 16 giugno 1963, era andato bene. «Fino all’ingresso nell’orbita terrestre» ha spiegato. Dopo una trentina di giri intorno alla Terra, però, i tecnici si accorsero di un tragico errore. La navicella Vostok, con le sue orbite, «si stava allontanando dal pianeta e non avvicinando». Presto sarebbe sfuggita alla attrazione terrestre per perdersi nello spazio. Dal centro di controllo furono impostate le necessarie correzioni.

La Stazione Spaziale Internazionale in orbita al di sopra della Terra.
La Stazione Spaziale Internazionale in orbita al di sopra della Terra.

I guai non finiscono

I guai per la povera Valentina non finirono. La navicella era minuscola, lei rimase legata al sedile con la tuta e il casco addosso per tutte le 70 ore e 50 minuti del volo. L’assenza di peso la faceva star male. «A un certo punto ho vomitato», ha raccontato. Il secondo giorno ha iniziato a farle male la gamba destra, al terzo il dolore si era fatto insopportabile. Il casco premeva su una spalla e un rilevatore sulla testa le causava un continuo prurito. Le condizioni all’interno della tuta col vomito e tutto il resto si posso solo vagamente immaginare. Le navicelle Vostok non erano in grado di assicurare la sopravvivenza dei cosmonauti al momento dell’impatto con la superficie terrestre.

Il Vostok 6
Il Vostok 6

Un rientro da brivido

Così, dopo il rientro, Valentina fu «sparata fuori» da una carica esplosiva, come avviene sui jet in caso di emergenza. «Ero terrorizzata mentre scendevo col paracadute », ha raccontato. «Sotto di me c’era un lago e non la terra ferma. Ci avevano addestrato a questa eventualità ma non sapevo se avrei avuto la forza necessaria per sopravvivere». Il vento, fortunatamente, la spinse via. Ma nell’impatto Valentina sbattè la faccia contro il casco e si provocò un gran livido sul naso. Era dolorante, sporca, semisvenuta e venne portata subito in ospedale. Ma per l’onore dell’Unione sovietica il rientro della prima donna dallo spazio doveva essere trionfale. Così, appena si riprese, fu riportata nella stessa zona con una tuta immacolata e pronta a esibire il suo miglior sorriso per le cineprese.

Valentina Tereškova
Valentina Tereškova

Matrimonio forzato

Cinque mesi dopo il Segretario generale Krusciov potè annunciare al mondo un altro colpo a sorpresa. Il primo matrimonio tra cosmonauti.Valentina e Andriyan Nikolayev, terzo uomo nello spazio, divennero marito e moglie. Si dice che a imporre l’unione furono i medici. Volevano vedere che figli sarebbero venuti fuori.

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Fonte: Wikipedia

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