Il Trieste – Negli abissi delle Marianne

Il Trieste è un batiscafo costruito in Italia e in servizio presso la marina militare degli Stati Uniti d’America dal 1958 al 1971. Si trattava di un’imbarcazione di nuova concezione progettata da Auguste Piccard, con sfera di zavorra solidale allo scafo, cioè non separata e legata alla nave appoggio, e concepita per ospitare due membri d’equipaggio.

Il batiscafo Trieste
Il batiscafo Trieste

Una impresa da record

Il 23 gennaio 1960 discese fino sul fondo della Fossa delle Marianne conseguendo il record umano di profondità sotto il livello del mare, 10 916 metri. Viene eguagliato soltanto 52 anni dopo quando il regista canadese James Cameron effettuò la discesa in solitaria a bordo del batiscafo Deepsea Challenger. Altre due imbarcazioni, ma senza equipaggio, avevano raggiunto la stessa profondità nel frattempo. La giapponese Kaiko tra il 1995 e il 1998 e la statunitense Nereus nel 2009. Disarmato nel 1966, il Trieste fu radiato nel 1971 e figura esposto al Museo Navale di Washington.

La struttura del Trieste

Il batiscafo era costituito fondamentalmente da una camera riempita di benzina per permettere il galleggiamento, e da una sfera a pressione costante separata dal resto della struttura. Questa modello rivoluzionò il metodo di immersione. Prima del Trieste una sfera era calata in acqua da una nave, rimanendo sempre collegata ad essa tramite un cavo. Il Trieste era in grado di muoversi liberamente, senza essere collegato in alcun modo alla nave durante l’immersione.

Principali caratteristiche del Trieste
Principali caratteristiche del Trieste

L’interno dello scafo

All’interno, la sfera in cui si trovava l’equipaggio era accessoriata per permettere la vita di due persone in modo completamente indipendente. Con un sistema a circuito chiuso simile a quello utilizzato nelle navicelle spaziali, l’aria entrava nella sfera da cilindri in pressione e l’anidride carbonica veniva eliminata passando attraverso scatole metalliche a calce sodata. Il sistema era alimentato da batterie.

Don Walsh e Jacques Piccard all'interno del Trieste
Don Walsh e Jacques Piccard all’interno del Trieste

L’immersione nella Fossa delle Marianne

Trieste partì da San Diego il 5 ottobre 1959 alla volta dell’isola di Guam, per dare inizio al progetto Nekton. Questo prevedeva una serie di immersioni nella profondissima fossa delle Marianne. Il 23 gennaio il Trieste raggiunse il punto più profondo della fossa delle Marianne con a bordo Jacques Piccard, figlio di Auguste, e Don Walsh, della U.S. Navy. Questa fu la prima volta che un batiscafo, con o senza equipaggio, raggiunse quella profondità. I sistemi di bordo indicarono una profondità di 11 521 m, anche se successivamente questo dato fu portato a 10 916 m. Misure ancor più precise nel 1995 portarono la profondità a 10 911 m sino ad una misurazione definitiva del 2009 pari 10 902 m.

Localizzazione della fossa delle Marianne.
Localizzazione della fossa delle Marianne.

Il punto più profondo della terra

Per portare a termine la discesa ci vollero 5 ore, e i due uomini rimasero nel punto più profondo della crosta terrestre per circa venti minuti. Una volta raggiunta la profondità massima, Piccard e Walsh riuscirono inaspettatamente a rimettersi in contatto con la nave di supporto in superficie con un sistema sonar/idrofono. I messaggi, per percorrere la distanza che separava il Trieste dalla superficie, impiegavano 7 secondi.

Curiosità degli abissi profondi

I due dell’equipaggio osservarono sul fondo dell’oceano la presenza di sogliole platesse, che provano l’esistenza di forme di vita anche a questi valori di pressione.

Un pesce chimera fotografato nella fossa delle Marianne
Un pesce chimera fotografato nella fossa delle Marianne

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Fonte: Wikipedia

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