Il battaglione sacro – Guerra ed Eros in Grecia

Il battaglione sacro, o battaglione della città era un corpo scelto dell’esercito tebano dell’antica Grecia. Istituito dal comandante tebano Gorgida qualche anno dopo il 378 a.C. e formato interamente da circa 150 coppie di soldati scelti e perfettamente addestrati. Questi erano legati fra loro da stretti vincoli affettivi e consacrati al dio Eros.

Un giovane "eromenos" alletta il suo "erastes" suonando il flauto (aulos), vaso a figure rosse conservato al Museo del Louvre
Un giovane “eromenos” alletta il suo “erastes” suonando il flauto (aulos), vaso a figure rosse conservato al Museo del Louvre

Fondazione

Il battaglione sacro fu istituito come corpo speciale dell’esercito tebano poco dopo l’abbattimento del governo oligarchico spartano del 382-379Plutarco testimonia che il motivo per cui era composto da sole coppie di amanti era dovuto al fatto che si riteneva che ogni soldato sarebbe stato motivato a combattere al massimo delle proprie capacità. Questo sia per proteggere il compagno, sia per evitare di disonorarsi nei suoi confronti. Lo storico di Cheronea spiega anche la motivazione dell’impiego di questo “Esercito di amanti” in battaglia:

Un giovane Achille cura amorevolmente le ferite del più anziano Patroclo
Un giovane Achille cura amorevolmente le ferite del più anziano Patroclo, Kylix di Sosias, ceramica attica, 500 a.C.

«Quando il pericolo incombe, gli uomini appartenenti alla stessa tribù o alla stessa famiglia tengono in minimo conto la vita dei propri simili; ma un gruppo che si è consolidato con l’amicizia radicata nell’amore non si scioglie mai ed è invincibile, poiché gli amanti, per paura di apparire meschini agli occhi dei propri amati, e gli amati per lo stesso motivo, affronteranno volentieri il pericolo per soccorrersi a vicenda.»

Cheronea

L’aggettivo “sacro” , secondo Plutarco, che a sua volta cita Platone, è dovuto al fatto che l’amore è sacro in quanto “ispirato dagli dei“. In alternativa, il battaglione era anche chiamato “il battaglione della città” perché il loro quartier generale era situato nella Cadmea, la rocca di Tebe, detta anche “città”.


Successi

Gorgida schierò le coppie del battaglione sacro all’interno delle avanguardie tebane, per rinforzare la risolutezza degli altri soldati. Ma dopo che il battaglione si era distinto nella battaglia di Tegira (375 a.C.), Pelopida decise di raggrupparli tutti insieme in un unico corpo scelto. In questo modo sperava di non sparpagliarne le forze lungo la prima linea, al fine da sfruttarne meglio le potenzialità offensive in combattimento.

Ricostruzione della falange oplitica greca.
Ricostruzione della falange oplitica greca.

Il battaglione sacro ebbe un ruolo di spicco nella famosa battaglia di Leuttra (371 a.C.), nella quale Epaminonda lo utilizzò sul lato sinistro dell’esercito, schierato secondo lo schema falange obliqua. In quell’occasione, il battaglione sbaragliò i nemici e fece strage di Spartiati, uccidendo lo stesso re di Sparta Cleombroto I, fatto mai accaduto in precedenza in uno scontro dell’esercito spartano con avversari greci. Per più di trent’anni anni dalla sua istituzione, il battaglione sacro di Tebe non subì mai alcuna sconfitta, contribuendo così all’egemonia tebana di quel periodo.

I rapporti omosessuali in Grecia era molto frequenti e non creavano scalpore
I rapporti omosessuali in Grecia era molto frequenti e non creavano scalpore

Sconfitta

Il momento della sconfitta giunse durante la battaglia di Cheronea (338 a.C.). Nel combattimento decisivo l’esercito tebano si confrontò con lo schieramento tattico e l’armamento della falange macedone. L’esito della battaglia consentirà a Filippo II di Macedonia e suo figlio Alessandro il Grande di stabilire l’egemonia sulla maggior parte delle poleis della Grecia balcanica.

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Fonte:Wikipedia

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