Hatshepsut – La regina Faraone

Hatshepsut è stata una regina egizia, quinta sovrana della XVIII dinastia. Fu la seconda donna a detenere con certezza il titolo di faraone dopo Nefrusobek della XII dinastia (ca. 1806 – 1802 a.C.). Fu incoronata nel 1478 a.C. e regnò ufficialmente al fianco di Thutmose III – di cui era zia e matrigna – asceso al trono l’anno precedente all’età di soli due anni. Hatshepsut era stata la “Grande sposa reale“, cioè moglie principale e regina consorte, di Thutmose II, padre di Thutmose III.

Scultura in granito raffigurante Hatshepsut con il copricapo tradizionale dei sovrani egizi
Scultura in granito raffigurante Hatshepsut con il copricapo tradizionale dei sovrani egizi

Tra i migliori faraoni d’egitto

È generalmente considerata dagli studiosi come uno dei migliori faraoni della storia egizia, avendo inoltre regnato molto più a lungo di ogni donna appartenente a tutte le altre dinastie native dell’Egitto. L’egittologo statunitense James Henry Breasted la definì:

«La prima grande donna della storia di cui noi abbiamo notizia.»


(James Henry Breasted)

La scalata di Hatshepsut al potere

Il gracile Thutmose II regnò brevemente, forse solo tre anni, spegnendosi in giovane età. Quando morì, nel 1479 a.C., forse non era ancora trentenne. I suoi unici due figli oggi conosciuti erano ancora in tenerissima età. Come si era già verificato nella generazione precedente, la “Grande sposa reale“, Hatshepsut, non aveva generato alcun principe ereditario, bensì una figlia: ciò comportò una crisi di successione.

Statua calcarea di Hatshepsut. Metropolitan Museum of Art, New York.
Statua calcarea di Hatshepsut. Metropolitan Museum of ArtNew York.

Colpo di Stato

A motivo della tenera età di Thutmose III, la regina vedova Hatshepsut assunse la reggenza dell’Egitto e posticipò indefinitamente il matrimonio tra il piccolo faraone e la propria unica figlia Neferura, la sola che avrebbe potuto legittimare pienamente il diritto di Thutmose III a regnare. Una situazione del genere non era rara. Tuttavia Hatshepsut fu la prima a ricoprire tale incarico senza essere la madre del re. Durante i primi anni di regno Hatshepsut preparò una sorta di “colpo di Stato” destinato a rivoluzionare la società tradizionale egizia. Grazie al fedele Hapuseneb, sistemato nei posti chiave dello stato, la Reggente iniziò un’opera di propaganda tesa a dimostrare come il padre, Thutmose I, l’avesse nominata sua diretta discendente e quindi nel diritto di salire al trono. Hatshepsut si nominò coreggente insieme a Thutmose III attribuendosi quindi tutte le prerogative e i titoli della sovranità.

A sinistra, i nomi di Hatshepsut raschiati e cancellati (a destra, invece, quelli di Thutmose III lasciati intatti), al di sotto del Disco solare alato. Da un rilievo nel Tempio di Deir el-Bahari.
A sinistra, i nomi di Hatshepsut raschiati e cancellati (a destra, invece, quelli di Thutmose III lasciati intatti), al di sotto del Disco solare alato. Da un rilievo nel Tempio di Deir el-Bahari.

Il regno della Faraona

Durante il suo regno Hatshepsut s’impegnò nell’opera, già iniziata dai suoi predecessori, di ristabilire i contatti e l’influenza egizia sui Paesi stranieri, influenza che era venuta meno durante il “periodo Hyksos“. Si presume che durante il regno di Hatshepsut vi siano state campagne militari, o almeno azioni per mantenere i risultati ottenuti dalle campagne di Thutmose I in NubiaPalestina e Siria.

Costruttrice eccelsa

Hatshepsut va annoverata fra i costruttori più prolifici della storia egizia, avendo ordinato la creazione di centinaia di edifici fra l’Alto e il Basso Egitto. Le sue costruzioni erano molto più maestose e numerose di tutte quelle ordinate dai predecessori del Medio Regno. Durante il regno della sovrana si ebbe una produzione statuaria così ricca che praticamente ogni museo di antichità egizie al mondo possiede almeno una scultura di Hatshepsut.

Thutmose III, a sinistra, e Hatshepsut in un rilievo nella Cappella Rossa di Karnak.
Thutmose III, a sinistra, e Hatshepsut in un rilievo nella Cappella Rossa di Karnak.

Il suo capolavoro

Seguendo un’usanza comune a tutti i suoi maggiori predecessori, il capolavoro di Hatshepsut fu il suo tempio funerario, che eresse in un complesso a Deir el-Bahari.
Si trova sulla riva occidentale del Nilo, di fronte a Tebe e all’ingresso della Valle dei Re. Il punto focale del complesso era il Djeser Djeseru, cioè “Sublime dei sublimi” o “Santo dei santi” oppure “Meraviglia delle meraviglie”, un colonnato la cui perfetta armonia anticipa di quasi un millennio il Partenone di Atene.

Il monumentale Tempio funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari.
Il monumentale Tempio funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari.

Morte della Regina

Hatshepsut morì in età matura, intorno al suo 22º anno di regno. La data precisa della morte dovrebbe essere il 16 gennaio 1458 a.C. Nessuna fonte contemporanea menziona la causa della sua morte. Qualora la recente identificazione della sua mummia fosse corretta, l’analisi medica indicherebbe che Hatshepsut avrebbe sofferto di diabete e di un cancro alle ossa che si sarebbe diffuso nel corpo della sovrana cinquantenne. Sarebbe stata inoltre affetta dall’artrite e da una pessima dentatura.

Statua di Hatshepsut in granito, colpita violentemente dalla damnatio memoriae della sovrana. Metropolitan Museum of Art, New York.
Statua di Hatshepsut in granito, colpita violentemente dalla damnatio memoriae della sovrana. Metropolitan Museum of ArtNew York.

Damnatio memoriae

Amenofi II, figlio di Thutmose III, che regnò come coreggente durante gli ultimi anni di regno del padre, è ritenuto da alcuni il vero promotore della cancellazione di Hatshepsut nell’ultimo periodo della vita del vecchio padre. Il suo movente potrebbe essere stata l’incertezza del proprio diritto a regnare, in quanto figlio di una sposa secondaria e non della “Grande sposa reale”. Certamente si sostituì alla sovrana, morta decenni prima, attribuendosi molte sue imprese e sostituendosi a lei nelle raffigurazioni.

Rilievo raffigurante Hatshepsut - Da notare i segni del tentativo di cancellazione

Rilievo raffigurante Hatshepsut – Da notare i segni del tentativo di cancellazione

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Fonte:Wikipedia

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