Christine de Pizan – Professione scrittrice..nel ‘300

Christine de Pizan, nata Cristina da Pizzano è stata una scrittrice e poetessa francese di origini italiane. Nacque a Venezia nel 1365. Poetessa, scrittrice, editrice e filosofa, è riconosciuta come la prima scrittrice di professione in Europa e la prima storica laica di Francia, quattro secoli prima di Madame de Staël.

Christine de Pizan in una miniatura
Christine de Pizan in una miniatura

Le sue opere

Nelle sue opere liriche e narrative trae spunto dalla propria esperienza di vita, e non dalla tradizione religiosa o mitologica, come era frequente al tempo. Ha redatto una biografia nel 1404 di Carlo V di Francia. In essa riportò eventi di cui era stata testimone oculare e consultando fonti bibliografiche. Era a capo di uno Scriptorium in cui riproduceva libri miniati molto apprezzati. È molto famosa inoltre per aver dato inizio alla cosiddetta Querelle des femmes, ovvero alla disputa sul ruolo femminile nella società.

Carlo V di Francia.
Carlo V di Francia.

La città delle Dame

Dopo avere letto due opere rispettivamente di Boccaccio e di Jean de Meun, che difendevano l’idea che la donna è per natura un essere vizioso, consegnò alla regina Isabella un’opera intitolata la Città delle Dame. In questa elencava esempi di donne virtuose e importanti nella storia dell’umanità.

La Città delle Dame
La Città delle Dame

Vita di corte

Tommaso da Pizzano, il padre di Cristina, fu astrologo di corte presso Carlo V di Francia. Christine quindi crebbe in un ambiente di corte stimolante e intellettualmente vivace. Lo stesso Carlo V, sensibile alle tematiche intellettuali, aveva fondato la Biblioteca Reale del Louvre, a cui Christine aveva libero accesso e che descriverà anni più tardi come «la belle assemblée des notables livres» («la bella collezione di libri importanti»), una biblioteca senza pari in Europa per la quantità e la qualità dei preziosi libri splendidamente miniati. Il padre Tommaso le impartì un’educazione letteraria approfondita, assai rara per una donna dell’epoca. Christine componeva poesie e ballate molto apprezzate a corte.

Un matrimonio felice

Sposò a 15 anni, nel 1379, Étienne de Castel, notaio e segretario del re, con cui ebbe tre figli, di cui uno morì in giovane età. Un matrimonio sereno e felice, che Christine rimpiangerà spesso nei suoi scritti. Il marito infatti morì per una epidemia nel 1390. Espresse il suo dolore in molte poesie, la cui più famosa è probabilmente Seulete sui.

Christine de Pizan presenta il suo libro a corte
Christine de Pizan presenta il suo libro a corte

La metamorfosi

Sola, senza nemmeno la protezione del padre (morto nel 1385) e del re Carlo V (morto a sua volta nel 1380), con tre figli e un’anziana madre da accudire, la famiglia caduta in disgrazia presso il nuovo sovrano Carlo VI, a 25 anni Christine dovette compiere una simbolica metamorfosi, e di sé scrisse «diventai un vero uomo», intendendo con questa metafora il passaggio a una vita più autonoma e responsabilizzata, per i tempi prerogativa esclusiva del maschio.

Scrittrice professionista

Mentre era impegnata in cause legali e in un’apprezzata attività di calligrafa (era alla testa di una bottega di scrittura, con maestri calligrafi, rilegatori e miniatori specializzati in riproduzioni di libri di lusso), compose in soli due anni Le Livre des cent ballades, che ebbe un grande successo e grazie al quale ottenne protezione e committenze da illustri personaggi, tra cui la regina Isabella di Baviera. Queste protezioni le permisero di dedicarsi esclusivamente alla scrittura e all’attività di poetessa e intellettuale.

Christine de Pizan offre una copia dei suoi lavori alla regina Isabella di Baviera, moglie del re Carlo VI
Christine de Pizan offre una copia dei suoi lavori alla regina Isabella di Baviera, moglie del re Carlo VI

Altre opere a favore delle donne

Scrisse moltissimo, tra gli altri Le Livre de Corps de Police, in cui incoraggia i principi ad aiutare le vedove (chiaro il riferimento alle sue vicende personali), l’autobiografico L’Avision-Christine, L’Epistre au Dieu d’Amours, in cui condanna chi usando l’amore inganna e diffama le donne, Le Livre de Trois Vertus, ideale continuazione del citato La Città delle Dame, nel quale incoraggia le donne a essere forti e a uscire dagli stereotipi sessuali.

Dame alla corte di Carlo VI
Dame alla corte di Carlo VI

Giovanna D’Arco

Nel 1429 scrisse il primo entusiastico poema su Giovanna D’Arco, l’unico ad essere composto mentre era ancora viva. All’età di 65 anni Christine de Pizan si ritirò in un convento. La data della morte è sconosciuta, ma dovrebbe aggirarsi intorno al 1430.

Jeanne d'Arc, Jules Bastien-Lepage, olio su tela, 1879, Metropolitan Museum of Art, New York
Jeanne d’ArcJules Bastien-Lepage, olio su tela, 1879, Metropolitan Museum of ArtNew York

La città delle Dame

La Città delle Dame è l’opera più famosa di Christine de Pizan. Venne scritto in risposta ai libri di Giovanni BoccaccioSulle donne famose, e di Jean de Meung, autore del Roman de la Rose. Si scagliava contro testi avversi alla condizione femminile, intrisa solo di dubbio, malinconia e intemperanza. De Pizan ne fece una questione da discutere a corte. Ella presenta una società utopica e allegorica in cui la parola dama indica una donna non di sangue nobile, ma di spirito nobile. Nella città fortificata e costruita secondo le indicazioni di Ragione, Rettitudine e Giustizia, De Pizan racchiude un elevato numero di sante, eroine, poetesse, scienziate, regine ecc. che offrono un esempio dell’enorme, creativo e indispensabile potenziale che le donne possono offrire alla società.

Le dame fortificano la città per proteggersi dal pregiudizio degli uomini
Le dame fortificano la città per proteggersi dal pregiudizio degli uomini

Seulete Suit..

Leggi la poesia di Christine de Pizan

 «Sono sola, e sola voglio rimanere.
Sono sola, mi ha lasciata il mio dolce amico;
sono sola, senza compagno né maestro,
sono sola, dolente e triste,
sono sola, a languire sofferente,
sono sola, smarrita come nessuna,
sono sola, rimasta senz’ amico.
Sono sola, alla porta o alla finestra,
sono sola, nascosta in un angolo,
sono sola, mi nutro di lacrime,
sono sola, dolente o quieta,
sono sola, non c’è nulla di più triste,
sono sola, chiusa nella mia stanza,
sono sola, rimasta senz’amico
Sono sola, dovunque e ovunque io sia;
sono sola, che io vada o che rimanga,
sono sola, più d'ogni altra creatura della terra
sono sola, abbandonata da tutti,
sono sola, duramente umiliata,
sono sola, sovente tutta in lacrime,
sono sola, senza più amico.
Principi, iniziata è ora la mia pena:
sono sola, minacciata dal dolore,
sono sola, più nera del nero,
sono sola, senza più amico, abbandonata.»

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fonte: Wikipedia

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