Pamukkale: La porta dell’inferno, il “Plutonium”

Pamukkale in turco significa “castello di cotone” ed è un sito naturale della Turchia sud-occidentale, nella provincia di Denizli. L’antica città di Hierapolis venne costruita sulla sommità del bianco castello che copre un’area di 2700 metri di lunghezza e 160 d’altezza. Può essere visto da grande distanza, perfino quando ci si trova sul lato opposto della vallata, a circa 20 km dalla città di Denizli. Pamukkale gode di un clima temperato per buona parte dell’anno.

Le vasche di Pamukkale
Le vasche di Pamukkale

Formazione

I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti, ma hanno anche permesso la nascita di numerose fonti termali. L’acqua che ne sgorga è sovrasatura di ioni di calcio e di anidride carbonica, che forma con l’acqua acido carbonico. Emergendo, l’acqua perde gran parte dell’anidride carbonica, spostando l’equilibrio chimico da bicarbonato a carbonato di calcio. A causa dell’abbassamento della temperatura, precipita dando luogo alle caratteristiche formazioni, costituite da spessi strati bianchi di calcare travertino lungo il pendio della montagna. Risultato: l’area assomiglia ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.

pamukkale
Pamukkale

Pamukkale – Hierapolis

Nell’odierna località di Pamukkale sorge l’antica Hierapolis(Ierapoli) di Frigia, uno dei siti archeologici e naturalistici più frequentati del Mediterraneo, con circa 1,5 milioni di visitatori all’anno. Le maggiori attrazioni turistiche sono rappresentate dalle concrezioni calcaree, dalle calde acque termali che sgorgano in mezzo alle rovine, e il patrimonio architettonico della città antica: un teatro romano molto ben conservato, una vasta necropoli e il martyrion dell’apostolo Filippo, il cui complesso occupa per intero la collina che sovrasta la città.

Il teatro Romano di Ierapoli
Il teatro Romano di Ierapoli

L’ ingresso degli Inferi

Nel 2014 sempre a Ierapoli fu scoperta una grotta, da cui escono velenosissimi vapori sulfurei, che gli antichi consideravano l’ingresso degli Inferi, dimora del dio Plutone.
Questo avviene perchè l’attività vulcanica sotterranea che ha generato le fonti termali, permette anche all’anidride carbonica di fuoriuscire. Nel I secolo a.C. ne parla Strabone nella sua Geografia: “un’apertura di grandezza modesta in grado di contenere un uomo, ma molto profonda“. Il Plutonium era sede di importanti sacrifici. Vi si portavano animali in sacrificio e, trovandoli morti la mattina seguente, nacque il mito della porta degli inferi. I sacerdoti dovevano essere bene al corrente del pericolo dei gas. Infatti, la concentrazione maggiore dei vapori velenosi era la mattina presto, e solo nei primi 30/40 cm da terra. Ecco perche gli animali morivano, ma non i sacerdoti..

Il Plutonium di Ierapoli
Il Plutonium di Ierapoli (come doveva apparire)

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