La Pietra Filosofale – Il sogno degli alchimisti

La pietra filosofale o pietra dei filosofi è, per eccellenza, la sostanza catalizzatrice simbolo dell’alchimia, capace di risanare la corruzione della materia.

dipinto di Joseph Wright of Derby
Alchimista in cerca della pietra filosofale che scopre il fosforo, dipinto di Joseph Wright of Derby (1795)

Le proprietà della pietra filosofale

La pietra filosofale sarebbe dotata di tre proprietà straordinarie:

  • Fornire un elisir di lunga vita in grado di conferire l’immortalità, costituendo la panacea universale per qualsiasi malattia;
  • Far acquisire l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del passato e del futuro e del bene e del male. Per questo viene detta “filosofale”;
  • La possibilità di trasmutare in oro metalli meno preziosi, proprietà che ha colpito maggiormente l’avidità popolare.
Ricostruzione della pietra filosofale
Ricostruzione della pietra filosofale: secondo la tradizione, se la pietra è rossa ha il potere di trasformare i metalli in oro, grazie al semplice tocco; se bianca in argento.

Radici profonde dei suoi poteri

Il “triplo potere” della pietra filosofale avrebbe radici profonde; essendo considerato l’oro un metallo “immortale“, capire come produrlo a partire da metalli vili significa comprendere come rendere immortale un corpo mortale. L’oro inoltre è simile alla luce che è simile allo spirito. Trasformare tutti i metalli in oro significa quindi trasformare la materialità in spirito.

Nessuno scopo di lucro

L’alchimista era tenuto a raggiungere un elevato livello di moralità, condizione indispensabile per la riuscita della sua Opera, che gli impediva di arricchirsene a fini egoistici. L’oro, piuttosto, era ricercato soprattutto per essere utilizzato come catalizzatore nelle reazioni chimiche, per portare a termine le trasformazioni, essendo apprezzato da sempre come l’unico metallo conosciuto in grado di restare inalterabile nel tempo.

Lo studio dell'alchimista
Lo studio dell’alchimista, scuola veneziana (XVIIII secolo)

La Storia della pietra filosofale

Per secoli e secoli alchimisti e scienziati continuarono a rivolgere tutti i loro sforzi alla ricerca della pietra, specialmente durante il Rinascimento. Nel Liber de arte chymica, si sostiene che la pietra consta di due parti: una è il Sole terrestre, cioè l’oro, dato che il simile può nascere solo dal simile. L’altra il mercurio, per la sua capacità di sciogliere i corpi, e di permearli in profondità. Se Cristo fu assimilato all’oro, oppure allo ZolfoMaria fu accostata al Mercurio filosofico, in quanto minerale vergine.

Il Leone, emblema di Cristo
Il Leone, emblema di Cristo, nell’atto di divorare il Sole simboleggia la capacità di estrarre dalla materia le sue qualità primarie per poterle ricomporre.

La ricerca della pietra filosofale

Per secoli e secoli alchimisti e scienziati continuarono a rivolgere tutti i loro sforzi alla ricerca della pietra, specialmente durante il Rinascimento. L’alchimista svizzero Paracelso riteneva possibile la realizzazione della pietra filosofale e di un elisir di lunga vita a partire dall’Alkahest (un leggendario medicinale che curava ogni malattia), da lui considerato un solvente universale dal quale deriverebbero tutti gli altri elementi. Tommaso d’Aquino scrisse:

«[…] Volli anche provare di convertire in oro il nostro Zolfo rosso, bollendolo nell’acqua forte a fuoco lento; quando questa acqua divenne rossa, la distillai nell’alambicco e rimase nel fondo della cucurbita pura rubedine dello Zolfo che congelai con la suddetta pietra bianca[22] per farla rossa. Ne gettai poi una piccola parte sopra molto rame e ricavai oro purissimo. Tuttavia, di questo procedimento parlo molto genericamente e oscuramente, né qui lo svelo, affinché chiunque voglia iniziare a operare, lo faccia non prima di aver completamente posseduto i modi di sublimazione, distillazione, congelazione, nonché le forme dei recipienti e la quantità e qualità dei fuochi.»

Quadratura del cerchio
La quadratura del cerchio

Simbolismo

I riferimenti alla pietra filosofale potevano essere celati sotto numerosi simboli. In quanto unione degli opposti inconciliabili vi si alludeva in geometria con la quadratura del cerchio, ricorrendo a figure come un quadrato inscritto in un cerchio e un triangolo, oppure un quadrato sormontato da una croce, o ancora una piramide poggiata su un cubo a formare la «pietra cubica a punta».

Curiosità

La combinazione di zolfo mercurio dà luogo chimicamente al cinabro, che si presenta come una pietra dal colore rosso vermiglione, usato in ambito medico e religioso, o per indorare oggetti.

Il cinabro (solfuro di mercurio)
Il cinabro (solfuro di mercurio)

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