Orsolina “La Rossa” e I mali dell’inquisizione

1539 d.c. Orsolina era una povera donna conosciuta come “Ursolina vulgariter ditta La Rossa” al secolo Ursolina La Rossa di Sasso Rosso. Fu vittima del “Malleus Maleficarum“, il martello delle streghe, manuale di fine ‘400 sulla caccia alle streghe. Gli inquisitori le dissero che aveva la fama di essere strega e che inoltre, persone fidate l’avevano additata come tale.

Malleus Maleficarum
Frontespizio di un’edizione risalente al 1669

La passione per le erbe

Nata in un piccolo paese della Garfagnana, da poco vedova, la sua posizione fu debole e in più, portava i capelli rossi. Era sua passione di trafficare con le erbe, conosceva qualche metodo per curare alcune semplici malattie e tali pratiche le aveva imparate dalle altre compaesane e non credeva certo che fossero pratiche peccaminose. Questo bastò per venire condotta davanti al tribunale del Sant’ Uffizio competente di Modena, insieme a sua figlia, anche lei considerata come la madre.

Streghe
The Magic Circle (1886) di John William Waterhouse

Primi interrogatori dell’inquisizione

Dagli atti del processo si ricavava che già dai primi interrogatori la donna “ammise” subito le sue colpe. Questo avvenne perchè la paura di essere torturata era molta e Orsolina “La Rossa” disse che era già da molti anni che partecipava a dei sabba(convegno di streghe). Cominciò a favoleggiare su questi riti, ma all’inquisizione questo non bastò, ci doveva essere di più oltre che il sabba. Fu dunque portata nella sala delle torture dove doveva confessare tutta la verità in ogni minimo particolare, fu così legata e sollevata per un braccio da terra, il dolore fu indicibile.

Il supplizio

Il supplizio

“…deponiteme che io dirò la verità…”.

Tale fù il dolore che a tutte le domande incalzanti rispose di si. Rinnegò la Madonna, la fede e rivelò che chiamava tre volte il diavolo e questi compariva sotto forma di un montone, lei gli saliva a cavallo e volavano nel cielo. Confessò di averci avuto rapporti sessuali, tanto che diceva di questa bestia di essere dotato di un pene biforcuto.

Il diavolo nel Codex Gigas
Raffigurazione del diavolo nel Codex Gigas

Toliti via il foco che volgio dire la verità

Vista “la obstinazione et pertinacia della donna” fu chiesta autorizzazione a sua Eccellenza Joà di Saviati vescovo di Ferrara per procedere al tormento con il fuoco, l’autorizzazione fu concessa. A Ursolina furono poste le braci ardenti sotto i piedi e gridò “Toliti via il foco che volgio dire la verità”.

Giovanna d'arco vittima dell'inquisizione
Molti furono i perseguitati dell’inquisizione – Jules Eugène Lenepveu, Giovanna d’Arco sul rogo, Pantheon di Parigi(1889).

Un’altra confessione

I padri la ammonirono nuovamente di dire la verità e Orsolina “La Rossa” fu un fiume in piena:“Io rinnego Cristo,la Vergine Maria ed i suoi santi e non voglio che Dio e la Vergine abbiano parte in me..”, riferì di unguenti miracolosi fatti con grasso di“cristiano”, poi pensò ad un’altra ammissione, la più nefanda, confessò di aver ucciso bambini, dissanguandoli, scese in particolari raccapriccianti tanto da sorprendere gli stessi inquisitori, ma lei oramai dopo le terribili torture molto probabilmente non vedeva l’ora di morire.

Goya, Scena da una Inquisizione
GoyaScena da una Inquisizione

L’abiura e la penitenza

Il Sant’Uffizio gli lasciò la possibilità di fare abiura (in caso contrario sarebbe finita sul rogo), di rinunciare al diavolo e alle sue tentazioni e di promettersi a Dio per il resto della sua vita, non prima di aver scontato penitenze pubbliche. Ursolina accettò, probabilmente salvando così anche la figlia. Fu messa in ginocchio con cappio al collo davanti a varie chiese come esempio nelle settimane successive.
Ursolina doveva chiudersi in casa, uscire solo per andare a messa e confessarsi,per un intero anno poi avrebbe dovuto portare una tunica di penitenza con bene in vista una croce rossa e per tutto il tempo che le rimaneva da vivere avrebbe dovuto recitare un rosario al giorno alla Madonna. Gli inquisitori furono clementi o forse avevano compreso che era soltanto una povera donna di campagna.

Forse potrebbe interessarti anche: Il Codex Gigas – La bibbia del Diavolo

Fonte: Libro del professor Guidi “Ursolina la Rossa e altre storie”. Parte del testo riadattato dal Blog di Paolo Marzi.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: