Don Chisciotte “da una mano” a Lepanto

Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616) è l’autore di uno dei capolavori della
letteratura mondiale di ogni tempo, l’ironico e satirico romanzo Don Chisciotte della Mancia. Non è un racconto autobiografico, ma l’irrequietezza nel carattere del protagonista, fu in parte propria anche dello scrittore.

Miguel de Cervantes Saavedra
Miguel de Cervantes Saavedra

Fuga dalla Spagna

Cervantes non aveva ancora ventitré anni quando fu costretto a lasciare la
Spagna per evitare il taglio della mano destra perché accusato di avere ferito un certo Antonio de Segura. Condannato comunque a dieci anni di esilio, raggiunse l’Italia dove, nel 1571, si imbarcò come soldato sulla galea Marquesa, che faceva parte della flotta radunata dalla Lega Santa.

La battaglia di Lepanto
La battaglia di Lepanto, nella Galleria delle carte geograficheMusei Vaticani.

Il destino vuole una mano

Il 7 ottobre di quello stesso anno combatté con valore durante la vittoriosa battaglia navale di Lepanto, dove fu gravemente ferito e perse per sempre l’uso della mano sinistra: era destino che avrebbe dovuto campare con una sola mano abile.

Il Don Chisciotte

Cervantes è universalmente noto per essere l’autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia, uno dei capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo. In quest’opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l’autore prende di mira con l’arma della satira e dell’ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo. Nel romanzo, Cervantes contrappone all’allampanato cavaliere, maniaco di avventure e di gloria, la figura del suo pingue e umanissimo scudiero, incapace d’innalzarsi al di sopra della piatta realtà.

Statua di Don Chisciotte a Madrid
Statua di Don Chisciotte a Madrid

La sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito come la lingua di Cervantes.

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