La agoghè – Educazione secondo Sparta

La agoghè era un rigoroso regime di educazione allenamento basato su disciplina e obbedienza cui era sottoposto ogni cittadino spartano, fin dall’età di 7 anni. Comprendeva la separazione dalla famiglia, la coltivazione della lealtà di gruppo, l’allenamento alla guerra e alla pratica militare, caccia, danza e preparazione per la società e per l’attività civile. Lo stesso mitico re Leonida seguì questa tradizione.

Giovani spartani
Giovani spartani che si esercitano (o “L’educazione degli spartiati”), di Edgar Degas. Londra, National Gallery.

Allevamento

Il termine “agoghè“, tradotto alla lettera come ‘condotta/conduzione’, è una parola applicata più tradizionalmente all’allevamento del bestiame. Il supervisore durante tutto il periodo di allenamento era una figura di spicco della società spartana che nella letteratura greca è detta paidonómos: letteralmente un “mandriano di ragazzi“. Si trattava di un’educazione obbligatoria, collettiva, organizzata ed impartita dalla città. Questo tipo di formazione era indispensabile per accedere alla piena cittadinanza. Gli adolescenti che non si fossero sottoposti a tale regime non avrebbero potuto né accedere ai corpi di élite né tanto meno alle magistrature, nonché a tutti gli altri diritti civili.

Le Gimnopedie

Le Gimnopedie erano festività religiose e di esercizi di resistenza per giovani spartani.

Il sistema educativo

L’obiettivo della agoghe era di produrre maschi fisicamente e moralmente robusti perché potessero servire nell’esercito spartano. I genitori dovevano presentare i nuovi nati alla lesche, dove sedevano cittadini tra i più anziani e onorevoli. Questi esaminavano i bambini e se convenivano che avessero una struttura forte e salda allora ordinavano che venissero allevati e che venisse loro assegnato un klêros, un lotto di terra. Quando invece i neonati si fossero rivelati deformi o malformati e se fosse parso impossibile uno sviluppo sano, venivano abbandonati in un luogo chiamato Apothete, un burrone presso il Taigeto. Questo perchè si riteneva che la sopravvivenza dei bambini stessi non sarebbe stata proficua né per loro né per la città,

Rubare per sopravvivere

L’educazione era fondata sulla disciplina, la vita dura e l’emulazione. I paìdes ricevevano un solo mantello per le stagioni di tutto l’anno, camminavano a piedi nudi. Erano mal nutriti e ci si aspettava che rubassero del cibo; se colti nell’atto venivano severamente puniti, non tanto per il furto in sé ma per la scarsa abilità dimostrata nell’essersi lasciati sorprendere.

Le ragazze

Donne spartane
Il coraggio delle donne di Sparta, di Jean-Jacques-François Le Barbier.

Anche le ragazze avevano una forma di educazione statale che comprendeva danzaginnastica e altri sport. Lo scopo era simile a quello dell’agoghé in quanto mirava a rendere le donne spartane le più attraenti fisicamente dell’intera Grecia, e a consentire loro di dare alla luce bambini sani e vigorosi.

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