La ‘Moneta’ prende il suo nome dalle oche del Campidoglio


L’etimo del suo nome si deve alle oche del Campidoglio.

Nel 390 a.C. Roma si trovava sotto l’assedio dei Galli di Brenno; sulla cittadella del Campidoglio vi era il tempio di Giunone dove venivano allevate le oche sacre alla dea.

Rappresentazione di Gionone che ascolta le oche allarmate dai Galli
Rappresentazione di Gionone che ascolta le oche allarmate dai Galli

Una notte, al sopraggiungere dei Galli, le oche presero a starnazzare e svegliarono l’ex-console Marco Manlio che diede l’allarme. L’attacco fu quindi sventato grazie alle oche sacre.

Da quel momento la dea Giunone acquisì l’appellativo di Moneta, dal verbo latino monere che sta per avvertire, ammonire, in quanto si credeva che avesse lei destato le oche per avvertire dell’arrivo dei Galli.

Successivamente, verso il 269 a.C., in prossimità del tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio venne edificata la zecca che venne messa proprio sotto la protezione della Dea Moneta. A quel punto fu il linguaggio popolare a trasmettere l’appellativo della Dea dapprima alla zecca e poi a ciò che lì si produceva.

Il tempio di Giunone Moneta nella Roma antica
Il tempio di Giunone Moneta nella Roma antica

La zecca si trovava dove oggi sorge la Basilica di Santa Maria in Aracoeli.

La Basilica di Aracoeli in Roma
La Basilica di Aracoeli in Roma

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