Lucrezia Borgia – Una falsa reputazione.

Non sapevi che.. Lucrezia Borgia.

Un altro classico caso di reputazione immeritata di una figura nota del medioevo italiano.

“Una specie di Messalina, intrigante, sanguinaria, corrotta, non succube, ma complice del padre e del fratello”

Lucrezia Borgia, un pò di storia per capire da dove nasce la sua reputazione.

ritratto Lucrezia Borgia
Presunto ritratto di Lucrezia Borgia, Bartolomeo Veneto (~1510)

Nacque a Subiaco il 18 aprile 1480,terza figlia del cardinale spagnolo Rodrigo Borgia, arcivescovo di Valencia, che nel 1492 sarebbe stato eletto Papa della Chiesa cattolica con il nome di Alessandro VI. La madre era invece una donna mantovana, Vannozza Cattanei, amante di Rodrigo per ben quindici anni.

Ebbe tre fratelli: Cesare( il futuro Valentino “il principe” di Macchiavelli), Juan e Jofré.

Probabilmente i primi anni Lucrezia visse con Vannozza nella casa in piazza Pizzo di Merlo a Roma, in quanto Rodrigo inizialmente mantenne il più possibile segreta l’esistenza dei suoi figli. Era molto amata dal padre che, secondo alcuni cronisti, le voleva bene «in superlativo grado».

Lucrezia crebbe, come le altre figure femminili della sua famiglia, completamente assoggettata al «potere e predominio sessuale maschile» di suo padre RodrigoPossedeva la stessa sensualità e l’indifferenza alla morale sessuale del padre e dei fratelli, ma sapeva anche dimostrarsi gentile e compassionevole.

La falsa leggenda nasce dalle vicende matrimoniali di Lucrezia Borgia, a causa del padre Alessandro Borgia.

Il primo matrimonio:

Contessa di Pesaro

Presunto ritratto di Lucrezia Borgia nella Disputa di Santa Caterina del Pinturicchio. L’affresco si trova nell’Appartamento Borgia.

Il 2 febbraio 1493, fu celebrato il matrimonio per procura tra la dodicenne Lucrezia e il ventiseienne Giovanni Sforza. Il 2 giugno 1493, quando il conte di Pesaro arrivò a Roma, i due futuri sposi si incontrarono per la prima volta. Il 12 giugno vennero celebrate le nozze religiose nell’Appartamento Borgia. La grazia di Lucrezia venne lodata dai relatori del tempo: «porta la persona così soavemente che par non si mova». Dopo una fastosa cena, Lucrezia non venne condotta al talamo nuziale com’era consuetudine, perché il Papa non volle che il matrimonio fosse consumato prima di cinque mesi, forse a causa dell’acerbità fisica della sposa o forse per riservarsi la possibilità di annullarlo in caso di un cambiamento nei suoi obbiettivi politici. I primi di agosto, per timore della peste che aveva colpito la città, Giovanni Sforza lasciò Roma e non è chiaro se Lucrezia lo seguì.

Il 26 marzo 1497, giorno di Pasqua, Giovanni Sforza fuggì da Roma. Questa fuga improvvisa si disse fosse dovuta al timore per lo Sforza di essere ucciso dai Borgia e che fosse stata la stessa Lucrezia a far avvertire il marito. Alessandro VI intimò al genero di tornare, ma egli rifiutò varie volte. Ludovico il Moro cercò una mediazione con il signore di Pesaro chiedendogli il vero motivo della fuga, e lo Sforza rispose che il Papa era furioso con lui e che, senza motivo, impediva che la moglie lo raggiungesse. In seguito il Moro seppe delle minacce che il Papa aveva fatto a Giovanni e rimase sorpreso nel ricevere dal pontefice la richiesta di convincere Giovanni a tornare a Roma. Il 1º giugno infine il cardinale Ascanio Sforza informò il Moro che il Papa era intenzionato a sciogliere le nozze.

Per ottenere la separazione il Papa affermò che il matrimonio non era valido perché Lucrezia era già promessa al signore di Procida Gaspare d’Aversa e che in ogni caso lo Sforza era impotente e quindi non aveva consumato le nozze: in questo modo si poté avviare un processo per annullamento. Il clamore suscitato dalla vicenda dell’annullamento delle sue nozze comportò un alto prezzo per la reputazione di Lucrezia. In pochi credevano all’impotenza del conte di Pesaro e all’idea ch’ella fosse vergine: prese così piede l’accusa d’incesto rivolta verso la famiglia Borgia.

Un altro scandalo

Pochi mesi più tardi, Lucrezia fu coinvolta in un nuovo scandalo. Il 14 febbraio 1498 fu infatti ritrovato nel Tevere il cadavere di Pedro Calderón, chiamato familiarmente Perotto. Secondo il maestro delle cerimonie papali Burcardo il giovane «era caduto nel Tevere non certo di sua iniziativa», aggiungendo che «in città si è fatto un gran parlare». Nei suoi Diarii, il veneziano Marin Sanudo racconta che insieme a Perotto sarebbe stato ritrovato anche il corpo di una delle dame di Lucrezia di nome Pantasilea. Molti relatori indicarono Cesare come mandante del duplice omicidio per ragioni strettamente attinenti a Lucrezia, che probabilmente era rimasta incinta del giovane spagnolo. Dal momento che in quel periodo si stavano organizzando le seconde nozze di Lucrezia, Cesare non avrebbe infatti permesso a nessuno di intralciare i progetti suoi e del padre sulla sorella. Per questo quindi si sarebbe vendicato sulle persone responsabili della vicenda.

Le Seconde nozze

Quando Lucrezia tornò nel palazzo di Santa Maria in Portico le trattative per le sue seconde nozze si erano già concluse. Con una dote fissata a 40.000 ducati d’oro avrebbe sposato Alfonso d’Aragona, figlio illegittimo di Alfonso II di Napoli.

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Alfonso d’Aragona ritratto da Pinturicchio.

 

Per Lucrezia, che subito si innamorò del marito, la figura del diciassettenne duca di Bisceglie non era del tutto estranea, poiché la sorella Sancha ne aveva più volte tessuto le lodi di fronte a lei: i contemporanei poi erano unanimi nel riconoscerlo «l’adolescente più bello che si sia mai visto a Roma». Nei mesi successivi Lucrezia e Alfonso vissero serenamente tenendo una corte, ricevendo poeti, letterati, principi e cardinali. Sotto la protezione dei duchi di Bisceglie si formò un piccolo partito aragonese che in seguito impensierirà Cesare Borgia. Lucrezia infatti, pur detestando la politica, aveva imparato come muoversi per salvaguardare i propri interessi durante gli intrighi politici. Il 9 febbraio 1499, Lucrezia ebbe un aborto a causa di una caduta. Questa perdita non scoraggiò i due sposi: due mesi dopo Lucrezia era nuovamente incinta. In quel periodo la notizia del matrimonio di Cesare con Charlotte d’Albret rallegrò Lucrezia, ma non Alfonso e Sancha poiché capirono che le alleanze dei Borgia erano mutate nuovamente: per sposarsi il Valentino aveva dovuto appoggiare militarmente la riconquista del Milanese e del regno di Napoli da parte di Luigi XII. Il Papa cercò di calmare l’ansia crescente di Alfonso che però fuggì rifugiandosi a Genazzano lasciando disperata la moglie incinta di sei mesi. Infuriato, Alessandro VI cacciò Sancha da Roma e mise delle guardie a sorvegliare il Palazzo di Santa Maria in Portico, quando seppe che Alfonso incitava Lucrezia a raggiungerlo a Genazzano.

La notte del 15 luglio 1500 Alfonso venne aggredito da uomini armati e, pur cercando di difendersi, rimase gravemente ferito alla testa e agli arti. Lucrezia e Sancha, la sorella di Alfonso, si presero cura dell’uomo vegliando al suo capezzale e non lasciandolo mai solo. Credendo Cesare responsabile dell’attentato richiesero al papa una scorta armata per sorvegliare la camera del duca, chiamarono dei medici appositamente da Napoli e preparavano personalmente il cibo nel timore di un avvelenamento.

Il momento di cambiare

A Nepi, dove Lucrezia fu inviata insieme al piccolo Rodrigo( avuto con Alfonso), il 31 agosto (per quietare ogni possibile astio con il padre e con Cesare), passò il periodo di lutto.

«Il motivo di questo viaggio era di cercare qualche consolazione o distrazione dalla commozione che gli aveva causato la morte dell’illustrissimo Alfonso d’Aragona, suo marito»

scrisse il Burcardo. Il soggiorno a Nepi durò fino a novembre. Molti storici sono d’accordo nell’affermare che questo periodo sia stato fondamentale per Lucrezia: comprese che era il tempo di lasciare l’ambiente romano, ormai troppo opprimente e privo della sicurezza di cui aveva bisogno, cercando qualcuno che potesse controbilanciare la forza dei suoi parenti.

« Ben conchiuso pareva alla sua mente solo il destino di una donna negli attributi di signora e di sposa, a capo di una corte, regnante; e pur non pensando a giudicare i suoi e quindi a condannarli, quei Borgia tutti del suo sangue e della sua razza, per la prima volta con la sua coscienza di donna accettava la necessità di abbandonarli: di tradirli, anche. »

La leggenda nera

Come per il resto della famiglia Borgia, durante e dopo la sua vita Lucrezia fu oggetto di pettegolezzi e accuse. La sua fama scandalosa si interruppe durante il suo periodo a Ferrara, in cui «nessun pettegolezzo l’aveva più sfiorata», scrive Indro Montanelli nella sua Storia d’Italia, per poi riprendere alla morte della duchessa. Le voci più insistenti che la raffigurano come «una specie di Messalina, intrigante, sanguinaria, corrotta, non succube, ma complice del padre e del fratello», vennero riprese e riferite e tramandate ai posteri nelle cronache e nei libelli dai numerosi nemici dei Borgia: fra cui il Sannazaro (che definì Lucrezia «figlia, moglie e nuora» del pontefice) il Pontano, e il Guicciardini.

Conclusioni

Una triste storia quella di Lucrezia Borgia quindi, che per colpa delle smanie d potere del padre e del fratello Cesare( “il principe” di Macchiavelli per capirci) fu costretta a matrimoni di potere e ad una vita, per la maggior parte, gestita degli altri.

Se volete approfondire la conoscenza di questo personaggio vi suggerisco un bel libro.

Scritto in forma di diario personale, racconta la vita di Lucrezia Borgia attraverso le lettere(vere e documentate) inviate negli anni ai vari personaggi che condivisero con le un epoca di grandezza ma anche di spietati sotterfugi e brame di potere.

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Lucrezia Borgia – Una falsa reputazione.
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Lucrezia Borgia – Una falsa reputazione.
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Una figura tra le più controverse del Medioevo la cui fama di donna "fatale", per colpa dei molti rivali politici della famiglia Borgia, non corrisponde a verità.
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